dagli Usa

Di nfd · 24 July 2010 · In Opportunità ·  

Interessante analisi di presentazione della professione negli USA, ci sono anche parecchi link interessanti.

Cliccate qui per saperne di più.

Two days of planning: commento a caldo

Di nfd · 9 June 2010 · In Articoli ·  

Appena rientrato dallo spettacolo Fabricas di Alma Rosé, lancio alcuni commenti a caldo su quanto emerso in questi due giorni, almeno per quello che ha colpito il sottoscritto.

1. Space Syntax: eccellente esempio di metodologia per la progettazione. La progettazione urbana non è estro artistico individuale, ma parte da uno studio rigoroso e approfondito di cos’è la città.

2. incontro con i laureati: la sorpresa dell’eterogeneità. Incontrare i laureati in planning è una fantastica scoperta di professionalità inattese, almeno secondo il pensiero comune. Profili professionali interessanti e avvincenti.

3. Non di soli piani urbanistici. Nei corsi trovo grande (eccessiva) attenzione ai piani urbanistici che , in realtà, costituiscono una parte decisamente minoritaria della professione che invece lavora per piani, leggi, direttive, vincoli, sviluppatori immobiliari.

Ecco, tre nodi a caldo che mi sento di rilanciare.

[workshop] LE PROSPETTIVE DELLE SCIENZE REGIONALI ITALIANE nella visione dei “giovani” geografi ed urbanisti (ma non solo di loro)

Di nfd · 1 June 2010 · In Opportunità ·  

I temi:
Le scienze regionali italiane (si noti il plurale voluto dai padri fondatori a sottolineare la spiccata convergenza di una molteplicità di discipline e contesti di ricerca ed applicazione) a trent’anni dalla nascita della associazione, per il mutare della società, delle problematiche, delle modalità della ricerca (e di molti altri fattori) necessitano di una attenta riflessione, retrospettiva e prospettica, al fine di rilanciarne le finalità scientifiche e sociali.

La giornata di lavoro si propone di alimentare questa analisi e confronto tra i “giovani” (categoria dello spirito prima ancora che attributo anagrafico) delle discipline territoriali (geografia, urbanistica, pianificazione territoriale, ecologia …) afferenti alle scienze regionali. Pur con questo focus disciplinare a questa riflessione sono vivamente chiamati a contribuire anche i “giovani” delle altre scienze regionali, sia in una ottica di interdisciplinarità sia in una utile funzione dialogica.

[leggi tutto, cliccando qui]

Postdoc in Urban and Regional Planning

Di nfd · 31 May 2010 · In Opportunità ·  

University of Amsterdam (UvA) - Postdoc in Urban and Regional Planning

Job description

Urban and Regional Planning research and education are embedded within the Planning, Institutions and Transforming Spaces theme group. They are directed at understanding the spatial governance challenges of the contemporary metropolis, and at identifying ways of addressing these challenges. Within this broader field there is a lively area of specialization concerned with identifying ways of better integrating transportation and spatial planning and development. The focus is on exploring ways of achieving a transition to sustainable urban mobility, and includes subjects as accessibility planning and multi-modal development. The postdoc will help further expand and consolidate this area of specialization. Fostering communication between the disciplines of transportation planning and spatial planning and critical exchange between planning science and planning practice are viewed as crucial to the pursuit.

for complete details, click here

Ancora sull’abolizione delle Province

Di Maxim · 26 May 2010 · In Articoli ·  

La manovra finanziaria potrebbe sopprimere d’autorità le province con meno di 220.000 abitanti, a meno che non si trovino in regioni a statuto speciale o che non confinino con stati esteri. A parte l’evidente l’intento di salvare alcuni presidenti amici (Imperia, Sondrio) o amicici (Asti), che razza di criterio sarebbe, e che benefici porterebbe?
Ne scrissi anni fa.
La provincia, allo stato attuale, è con tutta evidenza un ente inutile, o quantomeno tragicamente inefficiente. Impiega, tra dipendendenti diretti, esternalizzati, consulenti e amministratori, almeno un migliaio di persone (per una spesa di almeno 50.000.000 € annui, per stare bassi) e non fa praticamente nulla, se non (poca) manutenzione stradale e coordinamento scuole. Chiunque sia passato tra i corridoi degli uffici provinciali non potrà che avere visto gente che chiacchiera, gioca a carte, dorme, mangia, si assenta per ore per i casi suoi ecc. Perchè, a parte tutto, da fare c’è veramente poco.
Concordo, però, con le principali obiezioni di chi ne contesta l’abolizione, e cioè la sperequazione che si indurrebbe per quelle aree marginali dei territori che si verrebbero a trovare non rappresentate a livello istituzionale (il comunello montano di 200 abitanti che deve parlare con il centro di potere regionale distante centinaia di km e in tutt’altre faccende affaccendato) e la sostanziale inefficacia di un tale provvedimento quanto a contenimento dei costi, dato che i dipendenti non sarebbero comunque licenziati.
Province quasi inutili, comuni minuscoli, Regioni troppo grandi o troppo potenti… E se si riformasse l’articolazione dello Stato eliminando il livello intermedio, ingrossando quello basso (meno comuni e più grandi) e riducendo ed indebolendo quello alto (regioni più piccole e con meno poteri)?
Se ne potrebbe parlare.