Il futuro del PUPT - ultime news
Il 25 gennaio Gennaio si è tenuto il secondo consiglio di corso di studi dell’Anno accademico in corso del corso di PUPT (cioè la laurea magistrale in pianificazione), con all’ordine del giorno gli stessi temi del consiglio precedente: la riforma della struttura del corso di laurea. Il punto di partenza era una bozza prodotta dalla commissione dei sei docenti che attualmente coordinano un laboratorio, nella quale si introducevano delle sostanziali modifiche alla struttura attuale, con riferimento alla distribuzione dei crediti e ai programmi dei corsi. In sintesi (specificherò dopo) i docenti proponevano il reinserimento del tirocinio, la riduzione a due laboratori (per ogni orientamento) che si tengono a partire dal secondo semestre del primo anno, l’introduzione di un corso intensivo introduttivo e l’introduzione di un corso a carattere progettuale al quarto semestre su temi più specifici.
Noi studenti abbiamo fatto presente, attraverso la presentazione di un documento, che alcuni punti della bozza in discussione possono penalizzare gli studenti, in particolare l’avere un corso progettuale all’ultimo semestre ed allo stesso tempo un tirocinio può allungare i tempi della laurea; inoltre un corso introduttivo “Intensivo”, che indubbiamente è utile a chi proviene da altre lauree triennali, può essere ripetitivo per chi proviene da Urbanistica. Infine abbiamo chiesto che si presti attenzione alla stabilità dell’assetto del corso, in quanto in passato vi sono state numerose modifiche anche in itinere rispetto alle carriere degli studenti.
Il dibattito è proseguito con segnalazioni sulla stessa linea da parte di alcuni docenti, e con numerosi interventi riguardo il ruolo di alcune discipline trattate all’interno del corso di laurea: il discorso di fatto ha ruotato attorno al possibile spotamento di pochi crediti tra diverse aree disciplinari. In particolare si è discusso sull’opportunità di introdurre dei crediti di storia dell’Urbanistica al primo anno, nonchè del ruolo dell’Economia, in quanto docenti di questa disciplina che tengono corsi applicati al secondo anno lamentano la scarsa preparazione degli studenti. La proposta di alcuni docenti è stata quella di introdurre dei crediti di economia al primo anno, aggiungendo ipotesi poco verosimili di ripensare in quest’ottica il corso di sociologia economica.
Un aggiornamento probabilmente definitivo è stato presentato al consiglio di Facoltà del 24 febbraio, secondo il quale il corso sarà strutturato in :
- due orientamenti a scelta: “Piani urbani e territoriali” e “Progettazione e politiche urbane”
- un corso introduttivo della disciplina (4 CFU) obbligatorio per gli esterni e facoltativo per i laureati in urbanistica a Milano
- Un laboratorio al primo semestre a scelta tra “piani urbani” e “progettazione urbanistica”
- Un laboratorio al secondo semestre a scelta tra “Piani territoriali” e “Politiche urbane”
- Un serie di corsi obbligatori (Teorie della pianificazione, progettazione urbanistica, valutazione economica dei progetti, analisi e progetto della città contemporanea, fondamenti sociali dello sviluppo locale, analisi delle politiche pubbliche)
- Un corso tematico progettuale al terzo semestre, per il quale le proposte riguardano temi ambientali ed energetici, edilizia sociale, trasporti e ne sono possibili altri
- diversi corsi opzionali
- Tesi e tirocinio per un complesso di 16 crediti
Per ora queste sono a grandi linee le proposte, che probabilmente verranno approvate, anche se passibili di qualche modifica. Trovo che le modifiche siano migliorative rispetto alla situazione precedente, anche se se ne potrebbe dibattere. Nel frattempo vi terrò aggiornati sugli sviluppi.
Denis Gervasoni
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