dagli Usa
Interessante analisi di presentazione della professione negli USA, ci sono anche parecchi link interessanti.
Cliccate qui per saperne di più.
Triste notizia
Addio a un grande che ha segnato la storia dell’urbanistica italiana: qui la triste notizia della scomparsa di Aymonino.
dialoghi della composizione- il finale
segnaliamo, l’ultimo appuntamento dei ‘dialoghi della composizione, una buona occasione per parlare di progetto e progetto urbano.
Gli appuntamenti, che hanno visto partecipare registi, chef, designer e altre figure con competenze di natura progettuale, sono stati l’occasione per riflettere sulle modalità e le tecniche compositive.
DIALOGHI DELLA COMPOSIZIONE
Giovedi 24.06 | ore 10.00
Introducono: Antonio Longo e Antonella Bruzzese
Discutono: Aldo Cibic | Patrizia Gabellini| Francesco Infussi
Gabriele Pasqui | Cino Zucchi
L’incontro sarà preceduto dalla proiezione del video: Dialoghi della composizione 24.05/14.06 2010
Politecnico di Milano | Facoltà di Architettura e Società | Dipartimento di Architettura e Pianificazione
Spazio mostre Guido Nardi | sala catering
Via Ampère 2, Milano
Azione locale partecipata e sviluppo urbano sostenibile-corso di perfezionamento
Segnaliamo questo corso di perfezionamento post-lauream che si terrà dal 24 settembre 18 dicembre 2010 presso l’Università Iuav di venezia, facoltà di pianificazone del terrtorio.
Le lezioni si svolgeranno prevalentemente durante il week-end, nei giorni di venerdì e sabato.
Il corso offre la possibilità di mettere a punto progetti di partecipazione su questioni ambientali, urbane e sociali.
la domanda scade il 25 giugno 2010!!!
per scaricare il programma e ulteriori informazioni (costi, insegnanti, corsi) vedere qui
cercasi lecturer- UCL
per tutti i dottori di ricerca….
The Development Planning Unit (DPU) is an international centre
specialising in academic teaching, practical training, research and
consultancy in the field of urban and regional development and
planning.
The successful applicant will contribute to the DPU’s mission by
making contributions to teaching and research in the fields of
environmental policy making and planning and political ecology, with
specific emphasis on the environmentally sustainable and just
development of urban regions in the global South. She/he will work
within the DPU team running the MSc in Environment and Sustainable
Development (ESD) and associated research in the field covered by the
course.
per maggiori informazioni vedi qui
simulazione visuale per esplorare il futuro delle cittÃ
Si apre giovedì una due giorni di seminari dal titolo  ’Exploring Urban Change through Visual and Environmental Simulations’.
Il lavoro, ideato dal laboratorio di simulazione urbana del Politecnico di Milano, presenta il frutto di quasi tre anni di lavoro, finalizzato a mettere a punto tecniche per simulare gli impatti (visivi ma non solo) delle trasformazioni urbane.
Verranno presentate esperienze europee per vedere analogie e differenze nelle modalità di insegnamento dell’urban design.  Il workshop inizierà giovedì 17 ponendo attenzione alle tecniche di simulazione urbana capaci di supportare il processo di disegno e di pianificazione.
Relatori:
Margherita Cavallo (Glasgow City Council), Eckart Lange (University of Sheffield), Dominik Lengyel (City of Colonia), Salvador Rueda Palanzuela (Agenzia d’ecologia urbana de Barcelona), Giulio Podestà (BetaNit), Martijn Stellingwerff (TU Delft), Steve Tiesdell (University of Glasgow), and Catherine Toulouse.
Andrea Arcidiacono, Paola Caputo, Laura Cibien, Matteo Clementi, Fausto Curti, Lidia Diappi,Valentina Dessì, Matteo Doni, Eugenio Morello, Barbara Piga, Gianni Scudo, Rossella Salerno, Francesco Secchi, Valerio Signorelli, Elisabetta Troglio, Daniele Villa (Polimi).
il programma e maggiori dettagli qui.
Two days of planning: commento a caldo
Appena rientrato dallo spettacolo Fabricas di Alma Rosé, lancio alcuni commenti a caldo su quanto emerso in questi due giorni, almeno per quello che ha colpito il sottoscritto.
1. Space Syntax: eccellente esempio di metodologia per la progettazione. La progettazione urbana non è estro artistico individuale, ma parte da uno studio rigoroso e approfondito di cos’è la città .
2. incontro con i laureati: la sorpresa dell’eterogeneità . Incontrare i laureati in planning è una fantastica scoperta di professionalità inattese, almeno secondo il pensiero comune. Profili professionali interessanti e avvincenti.
3. Non di soli piani urbanistici. Nei corsi trovo grande (eccessiva) attenzione ai piani urbanistici che , in realtà , costituiscono una parte decisamente minoritaria della professione che invece lavora per piani, leggi, direttive, vincoli, sviluppatori immobiliari.
Ecco, tre nodi a caldo che mi sento di rilanciare.
[workshop] LE PROSPETTIVE DELLE SCIENZE REGIONALI ITALIANE nella visione dei “giovani” geografi ed urbanisti (ma non solo di loro)
I temi:
Le scienze regionali italiane (si noti il plurale voluto dai padri fondatori a sottolineare la spiccata convergenza di una molteplicità di discipline e contesti di ricerca ed applicazione) a trent’anni dalla nascita della associazione, per il mutare della società , delle problematiche, delle modalità della ricerca (e di molti altri fattori) necessitano di una attenta riflessione, retrospettiva e prospettica, al fine di rilanciarne le finalità scientifiche e sociali.
La giornata di lavoro si propone di alimentare questa analisi e confronto tra i “giovani” (categoria dello spirito prima ancora che attributo anagrafico) delle discipline territoriali (geografia, urbanistica, pianificazione territoriale, ecologia …) afferenti alle scienze regionali. Pur con questo focus disciplinare a questa riflessione sono vivamente chiamati a contribuire anche i “giovani” delle altre scienze regionali, sia in una ottica di interdisciplinarità sia in una utile funzione dialogica.
Postdoc in Urban and Regional Planning
University of Amsterdam (UvA) - Postdoc in Urban and Regional Planning
Job description
Urban and Regional Planning research and education are embedded within the Planning, Institutions and Transforming Spaces theme group. They are directed at understanding the spatial governance challenges of the contemporary metropolis, and at identifying ways of addressing these challenges. Within this broader field there is a lively area of specialization concerned with identifying ways of better integrating transportation and spatial planning and development. The focus is on exploring ways of achieving a transition to sustainable urban mobility, and includes subjects as accessibility planning and multi-modal development. The postdoc will help further expand and consolidate this area of specialization. Fostering communication between the disciplines of transportation planning and spatial planning and critical exchange between planning science and planning practice are viewed as crucial to the pursuit.
for complete details, click here
Ancora sull’abolizione delle Province
La manovra finanziaria potrebbe sopprimere d’autorità le province con meno di 220.000 abitanti, a meno che non si trovino in regioni a statuto speciale o che non confinino con stati esteri. A parte l’evidente l’intento di salvare alcuni presidenti amici (Imperia, Sondrio) o amicici (Asti), che razza di criterio sarebbe, e che benefici porterebbe?
Ne scrissi anni fa.
La provincia, allo stato attuale, è con tutta evidenza un ente inutile, o quantomeno tragicamente inefficiente. Impiega, tra dipendendenti diretti, esternalizzati, consulenti e amministratori, almeno un migliaio di persone (per una spesa di almeno 50.000.000 € annui, per stare bassi) e non fa praticamente nulla, se non (poca) manutenzione stradale e coordinamento scuole. Chiunque sia passato tra i corridoi degli uffici provinciali non potrà che avere visto gente che chiacchiera, gioca a carte, dorme, mangia, si assenta per ore per i casi suoi ecc. Perchè, a parte tutto, da fare c’è veramente poco.
Concordo, però, con le principali obiezioni di chi ne contesta l’abolizione, e cioè la sperequazione che si indurrebbe per quelle aree marginali dei territori che si verrebbero a trovare non rappresentate a livello istituzionale (il comunello montano di 200 abitanti che deve parlare con il centro di potere regionale distante centinaia di km e in tutt’altre faccende affaccendato) e la sostanziale inefficacia di un tale provvedimento quanto a contenimento dei costi, dato che i dipendenti non sarebbero comunque licenziati.
Province quasi inutili, comuni minuscoli, Regioni troppo grandi o troppo potenti… E se si riformasse l’articolazione dello Stato eliminando il livello intermedio, ingrossando quello basso (meno comuni e più grandi) e riducendo ed indebolendo quello alto (regioni più piccole e con meno poteri)?
Se ne potrebbe parlare.
